Dopo il deludente Shrek Terzo, la Dreamworks ci riprova a colpi di panda e kung fu.
Abbandonati gli orchi e gli umani della saga precedente, protagonisti della storia sono tutti animali: mammiferi, uccelli, rettili, insetti, non manca proprio nulla.
Personaggio principale è Pò, giovane panda sempre famelico, spesso maldestro, che per una fortuita circostanza si ritrova a vestire i panni di Guerriero Dragone, incaricato di proteggere la Valle della Pace, per la disperazione di maestro Shifu (una specie di topo coi baffi lunghi 3 metri) e la gelosia dei suoi nuovi colleghi, i cosiddetti 5 Cicloni (Scimmia, Tigre, Vipera, Gru e Mantide).
Il film è godibile e spassoso sin dalle prime battute, presentandosi all'interno di una cornice raffinata ma estremamente dinamica, ricca di azione e di combattimenti a tratti esilaranti. Tantissime le sequenze spettacolari ed entusiasmanti (su tutte la fuga di Tai Lung dal carcere di massima sicurezza, di grande effetto) e quelle irresistibilmente comiche, ma tutto il film è pervaso di un'ironia contagiosa, che emerge anche dalla voce narrante di un Fabio Volo inaspettatamente in parte (so di andare controcorrente, però il timbro sarcastico dell'ex iena non mi è dispiaciuto, poi si può anche discutere del confronto con Jack Black, doppiatore della versione americana, ma quello è un altro discorso.....).
L'aspetto del film che poteva e doveva essere migliorato riguarda i personaggi, simpatici ma forse un pò stereotipati e, soprattutto, privi dell' adeguata profondità. Quello dei personaggi è un problema che mi fa incazzare.
Credo che un film d'animazione poggi le sue basi sul carisma e sulla caratterizzazione dei protagonisti, anche di quelli definiti a volte "secondari". Quello che voglio dire è che non esistono personaggi meno rilevanti rispetto ad altri, perchè tutti contribuiscono ad arricchire e a valorizzare il film, spesso a fronte di una trama inevitabilmente (non sempre però) lineare e scontata.
Il riferimento, in questo caso, è ai 5 Cicloni. Eccetto una piccola divagazione sulla personalità di Tigre, perennemente malinconica perchè consapevole di essere più "scarso" del rivale Tai Lung (entrambi sono stati allevati e allenati dal topolone che, ovviamente, aveva una predilizione per quest'ultimo), tutti gli altri sono poco caratterizzati, con il rischio concreto di dimenticarseli non appena usciti dalla sala. Non benissimo per un film d'animazione.
Per spiegare meglio il concetto, vi faccio una domanda: quale personaggio vi viene mente pensando a Madagascar? Ve lo dico io: i Pinguini. Ho detto tutto.
Mi sembra inevitabile, infine, parlare del messaggio del film. Banale, esplicito, logico, quello che volete. Ma mai eccessivo e ridondante (chi ha detto Piccolo Grande Eroe?). Non si pensi a un film dove la morale appesantisce la storia e cancella il divertimento. Qui accade esattamente il contrario e a beneficiarne è lo spettatore, libero di far suo e di reinterpretare l'insegnamento del panda: ognuno deve accettare se stesso e avere fiducia nei propri mezzi, cercando di trasformare le proprie debolezze in punti di forza. E questo, anche se si tratta di un film d'animazione, o forse proprio per questo, non è affatto banale.