Dopo il deludente Shrek Terzo, la Dreamworks ci riprova a colpi di panda e kung fu.
L'aspetto del film che poteva e doveva essere migliorato riguarda i personaggi, simpatici ma forse un pò stereotipati e, soprattutto, privi dell' adeguata profondità. Quello dei personaggi è un problema che mi fa incazzare.
Mi sembra inevitabile, infine, parlare del messaggio del film. Banale, esplicito, logico, quello che volete. Ma mai eccessivo e ridondante (chi ha detto Piccolo Grande Eroe?). Non si pensi a un film dove la morale appesantisce la storia e cancella il divertimento. Qui accade esattamente il contrario e a beneficiarne è lo spettatore, libero di far suo e di reinterpretare l'insegnamento del panda: ognuno deve accettare se stesso e avere fiducia nei propri mezzi, cercando di trasformare le proprie debolezze in punti di forza. E questo, anche se si tratta di un film d'animazione, o forse proprio per questo, non è affatto banale.
In un paese evidentemente "calciofilo-popolare" come l'Italia, dove la pallina da baseball verrebbe istintivamente presa a calci anzichè essere colpita con la mazza in legno, ecco spuntare, a quasi due anni dalla sua uscita americana, un film ispirato al baseball.

Mi sento in dovere di scusarmi con tutti coloro che visitando il blog non hanno potuto fare a meno di notare l'assenza oltremodo prolungata.
Purtroppo, alcuni problemi fisici e le consuete vacanze estive hanno preso il sopravvento.
In compenso, però, in questo periodo ho avuto modo di vedere alcuni nuovi film di animazione e altre glorie del passato che non tarderò a commentarvi.
La promessa, quindi, è di riprendere a pieno ritmo, o sarebbe meglio dire "prendere" a pieno ritmo, visto che i soliti impegni mi hanno impedito di dedicarmi al blog come avrei voluto. Un saluto a tutti.
Lino