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Semplicemente Cinema d'Animazione. Riflessioni su come si "animano" i nostri schermi e i nostri sguardi

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lunedì, 21 luglio 2008

Ken il Guerriero - La leggenda di Hokuto

locandinaLo ammetto.
Non sono mai stato un fan "sfegatatissimo" di Kenshiro Kasumi.
Mi piaceva.
Mi piaceva parecchio e il cartone era veramente ben fatto.
Dentro di me, però, forse quasi inconsciamente (oppure no), gli ho sempre preferito i più tamarri "Cavalieri dello Zodiaco".
Peccato mortale.

Difficile giudicare questo "Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto", diretto da Takahiro Imamura e  primo di 5 lungometraggi in cui verrà raccontata la storia del "fantastico guerriero, sceso come un fulmine dal cielo".
Gli eventi ricalcano la prima parte della serie animata, dalle origini dell'erede della scuola di Hokuto, fino allo scontro finale col diabolico Sauzer, anche se in verità il focus dell'attenzione è più spostato sulla figura di Raoh ( Roul in Italia), aihmè insolitamente più buono e umano rispetto all'originale
Le altre 4 "leggende", invece, riguarderanno Julia, Raoh (ancora!), lo sfigato Toki e Kenshiro.

kenDifficile da giudicare, dicevamo.
Personalmente, infatti,  non riesco ad entrare pienamente nella logica dei 5 film, per cui sarebbe più giusto rimandare a dopo le considerazioni finali. Ma il mio non vuole essere un giudizio, quindi vi dico semplicemente quello che penso.
Al di la che Ken "spacca alla grande" anche sul grande schermo, la sensazione che ho avuto e che ho tuttora, è che il film sia veloce. Troppo veloce. Quasi frettoloso in alcuni frangenti.
Secondo me, riprodurre in 90 minuti il senso e il ritmo di questo specifico cartone è un'operazione veramente difficile. Per non dire impossibile.
Il tempo non gioca a favore della narrazione, si perdono inevitabilmente particolari e sfumature di personaggi e situazioni. Viene meno la lentezza tipica degli anime e la narrazione estremanente riflessiva, quasi filosofica. La caratteristica distintiva dei cartoni giapponesi è da sempre quella di "costruire i personaggi". La serie originale è maestra in questo, mentre nel fim in questione tutto mi sembra più "limitato".
Anche i combattimenti non sembrano più gli stessi, troppo approssimativi a mio parere. Per carità, l'impatto è sempre spettacolare, ma ancora una volta è la frettolosità a dominare le mei sensazioni. Sembrano quasi casuali, senz'altro poco valorizzati. Non benissimo.

ken2Bene , invece, il comparto estetico.
Bello il design, buonissime le animazioni dei personaggi, soprattutto di quelli principali, mentre gli ambienti e i personaggi di minor spicco hanno una qualità più altalenante ( c'è una scena in cui i piccoli di un villaggio vanno incontro a Bart  e uno di loro si esibisce in una corsa "scattosa e meccanica" che mi ha fatto fare, se non altro, un nostalgico tuffo nel passato!).

Sinteticamente, questo è il mio punto di vista. Un punto di vista che mai come in questa circostanza si presenta cosi soggettivo, di chi, come detto, non riesce a metabolizzare completamente il fatto dei 5 film e, probabilmente, l'attesa che ci separa dai prossimi capitoli.

Rimane comunque un altro fatto, quello si oggettivo: la storia di Ken il Guerriero merita di essere vissuta e apprezzata, a prescindere dalle sottigliezza di genere e dalle differenze con la serie originale. Ken è sempre Ken.
Un consiglio: godetevelo.
Come non sono riuscito a fare io.
Purtroppo.
Attendo vostri pareri.



postato da: lincolox alle ore 11:28 | link | commenti (9)
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domenica, 06 luglio 2008

L'Incredibile Hulk.......

hulk2L'Incredibile Hulk, Mcgyver e Supercar!
Erano i miei telefilm preferiti quando ero bambino, non  mi perdevo una puntata .....anche a costo di rimanere a casa da solo e piangere come un deficiente quando finivano e mamma e papà non erano ancora rientrati (giuro è successo più di qualche volta)!

Ecco perchè, dopo la versione troppo sottovalutata e criticata dell'omone verde ad opera di Ang Lee, ero curioso di vedere se il connubio tra cinema fumetto può continuare a regalarci enormi soddisfazioni, dopo quella figata di film corrispondente al nome di Iron Man!

Non ve lo nascondo, la prima mezz'ora di film mi ha fatto gridare al miracolo.
Ottima la ricostruzione dell'avvenimento che fa scaturire il tutto.
Bella la fotografia ad ampio raggio sulla favela brasiliana.
Bello anche il primo inseguimento e la relativa trasformazione ( occhio al cammeo di Lou Ferrigno, perchè io me lo sono perso, porcalmiseriaccia), sotto l'effetto offuscamento provocato dalla vecchia fabbrica.
In generale è l'atmosfera a dominare questa prima parte, con un Edward Norton riflessivo e malinconico, perennemente in fuga da se stesso e dalla società civile e alla continua ricerca di un antidoto per neutralizzare i raggi gamma che ormai hanno invaso il suo corpo.

Col passare dei minuti, però, il film sembra smarrire la personalità mostrata nella prima mezz’ora di pellicola, è come se venisse contagiato dal suo stesso protagonista, nel senso che si trasforma diventando qualcos’altro.

Se, però, Bruce Banner ha i suoi buoni motivi per “incazzarsi” e dare sfogo al suo alter ego, le stesse giustificazioni non possono assolvere il regista (Louis Laterrier) colpevole, secondo me, di aver sbiadito l’atmosfera “psicologica” della prima parte, capace di immergere lo spettatore nel conflitto interiore del nostro eroe, a favore di uno stile molto più americaneggiante e holliwodiano.
Ma non solo secondo me, visto che lo stesso protagonista del film non ha esitato a manifestare, in sede di ripresa, le sue perplessità per la "piega" che il film stava assumendo.

hulkE allora avanti tutta con elementi ormai classici, per non dire banali, in film di questo genere: la “diversità” del protagonista, l’amore impossibile con la bella di turno ( che bella però Liv Tyler), l’immancabile battaglia con l’antieroe (Abominio, interpretato da un cattivissimo e bravissimo Tim Roth).
Elementi comunque importanti, funzionali alla trama del film, sviluppati anche abbastanza bene, ma non possono bastare. Manca qualcosa. E’ questa la sensazione che più volte ho provato durante la visione.
E poi, ve la dico tutta, non mi ha entusiasmato neanche lo scontro tra hulk e Abominio, non so perchè, mi ha lasciato l'amaro in bocca, ripeto devo ancora trovare una risposta.

Un plauso per il comparto estetico, che fa sfoggio di un misto di motion capture e animazione computerizzata nella realizzazione di Hulk e Abominio, per un effetto finale sicuramente fumettistico ed evocativo, anche se in alcuni frangenti forse troppo “plasticoso”.
Molto carina, infine, l’idea della grande alleanza Marvel, con l’apparizione di Robert Downey junior che propone ad hulk di combattere al suo fianco.

Provo ad usare un'espressione per rendere l'idea: "allappa". Il film allappa. Nel senso che ci lascia con l'amaro in bocca, con la sensazione di un buonissimo film che avrebbe potuto essere un "filmone".
Come sempre, attendo vostre impressioni.



postato da: lincolox alle ore 14:25 | link | commenti (1)
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