Schermi Animati

Semplicemente Cinema d'Animazione. Riflessioni su come si "animano" i nostri schermi e i nostri sguardi

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martedì, 30 settembre 2008

Kung fu panda

kung_fu_pandaDopo il deludente Shrek Terzo, la Dreamworks ci riprova a colpi di panda e kung fu.
Abbandonati gli orchi e gli umani della saga precedente, protagonisti della storia sono tutti animali: mammiferi, uccelli, rettili, insetti, non manca proprio nulla.
Personaggio principale è , giovane panda sempre famelico, spesso maldestro, che per una fortuita circostanza si ritrova a vestire i panni di Guerriero Dragone, incaricato di proteggere la Valle della Pace, per la disperazione di maestro Shifu (una specie di topo coi baffi lunghi 3 metri) e la gelosia dei suoi nuovi colleghi, i cosiddetti 5 Cicloni (Scimmia, Tigre, Vipera, Gru e Mantide).

Il film è godibile e spassoso sin dalle prime battute, presentandosi all'interno di una cornice raffinata ma estremamente dinamica, ricca di azione e di combattimenti a tratti esilaranti. Tantissime le sequenze spettacolari ed entusiasmanti (su tutte la fuga di Tai Lung dal carcere di massima sicurezza, di grande effetto) e quelle irresistibilmente comiche, ma tutto il film è pervaso di un'ironia contagiosa, che emerge anche dalla voce narrante di un Fabio Volo inaspettatamente in parte (so di andare controcorrente, però il timbro sarcastico dell'ex iena non mi è dispiaciuto, poi si può anche discutere del confronto con Jack Black,  doppiatore della versione americana, ma quello è un altro discorso.....).

kung_fu_panda_movie_imageL'aspetto del film che poteva e doveva essere migliorato riguarda i personaggi, simpatici ma forse un pò stereotipati e, soprattutto, privi dell' adeguata profondità. Quello dei personaggi è un problema che mi fa incazzare.
Credo che un film d'animazione poggi le sue basi sul carisma e sulla caratterizzazione dei protagonisti, anche di quelli definiti a volte "secondari". Quello che voglio dire è che non esistono personaggi meno rilevanti rispetto ad altri, perchè tutti contribuiscono ad arricchire e a valorizzare il film, spesso a fronte di una trama inevitabilmente (non sempre però) lineare e scontata.
Il riferimento, in questo caso, è ai 5 Cicloni. Eccetto una piccola divagazione sulla personalità di Tigre, perennemente malinconica perchè consapevole di essere più "scarso" del rivale Tai Lung (entrambi sono stati allevati e allenati dal topolone che, ovviamente, aveva una predilizione per quest'ultimo), tutti gli altri sono poco caratterizzati, con il rischio concreto di dimenticarseli non appena usciti dalla sala. Non benissimo per un film d'animazione.
Per spiegare meglio il concetto, vi faccio una domanda: quale personaggio vi viene mente pensando a Madagascar? Ve lo dico io: i Pinguini. Ho detto tutto.

kung-fu-panda-1Mi sembra inevitabile, infine, parlare del messaggio del film. Banale, esplicito, logico, quello che volete. Ma mai eccessivo e ridondante (chi ha detto Piccolo Grande Eroe?). Non si pensi a un film dove la morale appesantisce la storia e cancella il divertimento. Qui accade esattamente il contrario e a beneficiarne è lo spettatore, libero di far suo e di reinterpretare l'insegnamento del panda: ognuno deve accettare se stesso e avere fiducia nei propri mezzi, cercando di trasformare le proprie debolezze in punti di forza. E questo, anche se si tratta di un film d'animazione, o forse proprio per questo, non è affatto banale.


postato da: lincolox alle ore 22:23 | link | commenti (3)
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venerdì, 26 settembre 2008

Piccolo Grande Eroe

338214_convertedIn un paese evidentemente "calciofilo-popolare" come l'Italia, dove la pallina da baseball verrebbe istintivamente presa a calci anzichè essere colpita con la mazza in legno, ecco spuntare, a quasi due anni dalla sua uscita americana, un film ispirato al baseball.

Se l'idea può sembrare apprezzabile e originale, alla prova sul campo il film co-diretto da Christopher Reeve, l'intramontabile Superman scomparso proprio durante le riprese (il film, infatti, è dedicato a lui), non riesce a fare uno strike pieno.

Piccolo Grande Eroe è la storia di Yankee Irving, bravissimo ragazzo ma scarsissimo giovatore di baseball, che vive nel mito di Babe Ruth, stella dei New York Yankees. E proprio la mazza parlante(!) di Babe è l'elemento scatenante della vicenda, dal momento che il cattivone di turno riesce a rubarla e il ragazzino farà di tutto per tentare di recuperarla.

Il fatto che il film sia costruito su una struttura piuttosto lineare (ma è inevitabile e non è detto che sia un male) e su di una morale semplice ma pur sempre costruttiva (quella del non mollare mai e del credere sempre in se stessi) non dice poi molto sulla qualità effettiva del film. I dubbi maggiori, invece, riguardano alcune forzature narrative che si ripetono per tutto il film. Mi spiego meglio. EVERYONESHERO
Tutto il film è un inno a valori come l'amicizia, la famiglia, lo sport, con il consueto "happy end" che, però, è fin troppo "happy". Molte cose sono troppo "happy" e questo finisce col rendere il messaggio potenzialmente costruttivo, un tantino eccessivo e ridondante.
E' chiara, quindi, la volontà dei registi di rivolgersi a un pubblico estramemente giovane, considerazione questa che può forse attutire l'impatto con un comparto tecnico sufficiente ma distante dal suo diretto rivale Kung fu Panda (bellino!) e, soprattutto, dall'imminente Wall-E di mamma Pixar.

Non si può sottolineare, d'altra parte, l'originalità di alcune idee, per esempio i personaggi sono azzecatissimi e anche i dialoghi tra la palla parlante Screwie (senza dubbio il mio personaggio preferito) e la mazza Darling sono divertenti, a tratti esilaranti.
Ultima nota di merito per la colonna sonora, davvero bella e coerente con lo svolgimento della trama e gli stati d'animo dei personaggi.



postato da: lincolox alle ore 16:02 | link | commenti
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mercoledì, 24 settembre 2008

Le dovute scuse......

scuse

Mi sento in dovere di scusarmi con tutti coloro che visitando il blog non hanno potuto fare a meno di notare l'assenza oltremodo prolungata.

Purtroppo, alcuni problemi fisici e le consuete vacanze estive hanno preso il sopravvento.
In compenso, però, in questo periodo ho avuto modo di vedere alcuni nuovi film di animazione e altre glorie del passato che non tarderò a commentarvi.

La promessa, quindi, è di riprendere a pieno ritmo, o sarebbe meglio dire "prendere" a pieno ritmo, visto che i soliti impegni mi hanno impedito di dedicarmi al blog come avrei voluto. Un saluto a tutti.

Lino

postato da: lincolox alle ore 16:09 | link | commenti (2)
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lunedì, 21 luglio 2008

Ken il Guerriero - La leggenda di Hokuto

locandinaLo ammetto.
Non sono mai stato un fan "sfegatatissimo" di Kenshiro Kasumi.
Mi piaceva.
Mi piaceva parecchio e il cartone era veramente ben fatto.
Dentro di me, però, forse quasi inconsciamente (oppure no), gli ho sempre preferito i più tamarri "Cavalieri dello Zodiaco".
Peccato mortale.

Difficile giudicare questo "Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto", diretto da Takahiro Imamura e  primo di 5 lungometraggi in cui verrà raccontata la storia del "fantastico guerriero, sceso come un fulmine dal cielo".
Gli eventi ricalcano la prima parte della serie animata, dalle origini dell'erede della scuola di Hokuto, fino allo scontro finale col diabolico Sauzer, anche se in verità il focus dell'attenzione è più spostato sulla figura di Raoh ( Roul in Italia), aihmè insolitamente più buono e umano rispetto all'originale
Le altre 4 "leggende", invece, riguarderanno Julia, Raoh (ancora!), lo sfigato Toki e Kenshiro.

kenDifficile da giudicare, dicevamo.
Personalmente, infatti,  non riesco ad entrare pienamente nella logica dei 5 film, per cui sarebbe più giusto rimandare a dopo le considerazioni finali. Ma il mio non vuole essere un giudizio, quindi vi dico semplicemente quello che penso.
Al di la che Ken "spacca alla grande" anche sul grande schermo, la sensazione che ho avuto e che ho tuttora, è che il film sia veloce. Troppo veloce. Quasi frettoloso in alcuni frangenti.
Secondo me, riprodurre in 90 minuti il senso e il ritmo di questo specifico cartone è un'operazione veramente difficile. Per non dire impossibile.
Il tempo non gioca a favore della narrazione, si perdono inevitabilmente particolari e sfumature di personaggi e situazioni. Viene meno la lentezza tipica degli anime e la narrazione estremanente riflessiva, quasi filosofica. La caratteristica distintiva dei cartoni giapponesi è da sempre quella di "costruire i personaggi". La serie originale è maestra in questo, mentre nel fim in questione tutto mi sembra più "limitato".
Anche i combattimenti non sembrano più gli stessi, troppo approssimativi a mio parere. Per carità, l'impatto è sempre spettacolare, ma ancora una volta è la frettolosità a dominare le mei sensazioni. Sembrano quasi casuali, senz'altro poco valorizzati. Non benissimo.

ken2Bene , invece, il comparto estetico.
Bello il design, buonissime le animazioni dei personaggi, soprattutto di quelli principali, mentre gli ambienti e i personaggi di minor spicco hanno una qualità più altalenante ( c'è una scena in cui i piccoli di un villaggio vanno incontro a Bart  e uno di loro si esibisce in una corsa "scattosa e meccanica" che mi ha fatto fare, se non altro, un nostalgico tuffo nel passato!).

Sinteticamente, questo è il mio punto di vista. Un punto di vista che mai come in questa circostanza si presenta cosi soggettivo, di chi, come detto, non riesce a metabolizzare completamente il fatto dei 5 film e, probabilmente, l'attesa che ci separa dai prossimi capitoli.

Rimane comunque un altro fatto, quello si oggettivo: la storia di Ken il Guerriero merita di essere vissuta e apprezzata, a prescindere dalle sottigliezza di genere e dalle differenze con la serie originale. Ken è sempre Ken.
Un consiglio: godetevelo.
Come non sono riuscito a fare io.
Purtroppo.
Attendo vostri pareri.



postato da: lincolox alle ore 11:28 | link | commenti (9)
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domenica, 06 luglio 2008

L'Incredibile Hulk.......

hulk2L'Incredibile Hulk, Mcgyver e Supercar!
Erano i miei telefilm preferiti quando ero bambino, non  mi perdevo una puntata .....anche a costo di rimanere a casa da solo e piangere come un deficiente quando finivano e mamma e papà non erano ancora rientrati (giuro è successo più di qualche volta)!

Ecco perchè, dopo la versione troppo sottovalutata e criticata dell'omone verde ad opera di Ang Lee, ero curioso di vedere se il connubio tra cinema fumetto può continuare a regalarci enormi soddisfazioni, dopo quella figata di film corrispondente al nome di Iron Man!

Non ve lo nascondo, la prima mezz'ora di film mi ha fatto gridare al miracolo.
Ottima la ricostruzione dell'avvenimento che fa scaturire il tutto.
Bella la fotografia ad ampio raggio sulla favela brasiliana.
Bello anche il primo inseguimento e la relativa trasformazione ( occhio al cammeo di Lou Ferrigno, perchè io me lo sono perso, porcalmiseriaccia), sotto l'effetto offuscamento provocato dalla vecchia fabbrica.
In generale è l'atmosfera a dominare questa prima parte, con un Edward Norton riflessivo e malinconico, perennemente in fuga da se stesso e dalla società civile e alla continua ricerca di un antidoto per neutralizzare i raggi gamma che ormai hanno invaso il suo corpo.

Col passare dei minuti, però, il film sembra smarrire la personalità mostrata nella prima mezz’ora di pellicola, è come se venisse contagiato dal suo stesso protagonista, nel senso che si trasforma diventando qualcos’altro.

Se, però, Bruce Banner ha i suoi buoni motivi per “incazzarsi” e dare sfogo al suo alter ego, le stesse giustificazioni non possono assolvere il regista (Louis Laterrier) colpevole, secondo me, di aver sbiadito l’atmosfera “psicologica” della prima parte, capace di immergere lo spettatore nel conflitto interiore del nostro eroe, a favore di uno stile molto più americaneggiante e holliwodiano.
Ma non solo secondo me, visto che lo stesso protagonista del film non ha esitato a manifestare, in sede di ripresa, le sue perplessità per la "piega" che il film stava assumendo.

hulkE allora avanti tutta con elementi ormai classici, per non dire banali, in film di questo genere: la “diversità” del protagonista, l’amore impossibile con la bella di turno ( che bella però Liv Tyler), l’immancabile battaglia con l’antieroe (Abominio, interpretato da un cattivissimo e bravissimo Tim Roth).
Elementi comunque importanti, funzionali alla trama del film, sviluppati anche abbastanza bene, ma non possono bastare. Manca qualcosa. E’ questa la sensazione che più volte ho provato durante la visione.
E poi, ve la dico tutta, non mi ha entusiasmato neanche lo scontro tra hulk e Abominio, non so perchè, mi ha lasciato l'amaro in bocca, ripeto devo ancora trovare una risposta.

Un plauso per il comparto estetico, che fa sfoggio di un misto di motion capture e animazione computerizzata nella realizzazione di Hulk e Abominio, per un effetto finale sicuramente fumettistico ed evocativo, anche se in alcuni frangenti forse troppo “plasticoso”.
Molto carina, infine, l’idea della grande alleanza Marvel, con l’apparizione di Robert Downey junior che propone ad hulk di combattere al suo fianco.

Provo ad usare un'espressione per rendere l'idea: "allappa". Il film allappa. Nel senso che ci lascia con l'amaro in bocca, con la sensazione di un buonissimo film che avrebbe potuto essere un "filmone".
Come sempre, attendo vostre impressioni.



postato da: lincolox alle ore 14:25 | link | commenti (1)
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martedì, 20 maggio 2008

A proposito di speed Racer........

Vi risparmio la recensione, perchè tanto la storia la conosciamo tutti. Brevemente, per chi non ne avesse mai sentito parlare, Speed Racer, dei fratelli Wachowski,  è la versione live, ovvero con attori in carne ed ossa, di una serie di famosi e innovativi cartoon giapponesi, famosi in tutto il mondo e trasmessi anche in Italia con il nome di Superauto Mach 5. La storia narra le gesta del giovane Speed Racer ( si chiama proprio cosi), abilissimo pilota al volante della fiammante Mach 5, alle prese con gli intenti malvagi e demoniaci del manager Arnold Royalton.........

Ma non è questo che mi interessa. Per il mio primo vero post, volevo un attimo riflettere su un dato secondo me sorprendente: 18,6 milioni di dollari. Che cos'è? L'incasso nel primo weekend del film, a fronte dei 120 milioni di costi di produzione a cui vanno sommati i 100 milioni circa spesi per la massiccia attività di marketing. In italia il film ha incassato solo 250.000 euro (in media 632 euro - poco più di 90 spettatori - per sala, ma non mi stupisco se penso che in sala a vedere il film eravamo in 2!), mentre negli Stati Uniti appena 18 milioni di dollari, gomito a gomito con "Una Notte brava a Las Vegas (?) e distante anni luce da Iron Man.

Ora, capisco che i gusti sono gusti, però mi chiedo e vi chiedo una cosa: come mai, secondo voi, un'accoglienza cosi tiepida? Eppure i registi sono gli stessi di Matrix, che al contrario ha avuto un successo di pubblico e di critica veramente notevole.  Personalmente, ho trovato il film molto godibile, con un ritmo adrenalico (anche se a volte, quando l'azione si allontana dalle piste, rallenta forse eccessivamente) e una fotografia scintillante, sicuramente uno dei film più coinvolgenti e spettacolari a livello visivo mai creati. Sarà che ho avuto il piacere di vedere svariate puntate del cartoon originale (mitico il motivetto della sigla, cantata dagli intramontabili Cavalieri del Re), o forse che il film fa molto "videogames" e io ne sono un appassionato (non so a voi, ma il film mi ricorda incredibilmente F-Zero Gx per nintendo Game Cube!), o semplicemente il fatto che adoro i registi Wachowski. Fatto sta che a me il film è piaciuto.

La trama non brilla certo per originalità, ma non credo proprio che l'intento dei registi fosse quello di puntare sull' articolazione della sceneggiatura, quanto, invece, quello di ricreare l' atmosfera tipica del cartone, attraverso una regia (quella si originale) e un caleidoscopio di colori che riescono, secondo me, a farci fare un salto nel passato. Se si va al cinema aspettandosi di vedere un film sulle corse automobilistiche alla "Giorni di tuono" si rischia seriamente di rimanere delusi, perchè Speed Racer è un'altra cosa.  Diversa, ma allo stesso modo apprezzabilissima.

Provo a fare delle congetture. Può darsi che la gente, dopo la tenebrosa e cupa trilogia di Matrix, sia stata per cosi dire spaventata da un  film che si distacca, evidentemente, in maniera netta dall'opera precedente, o abbia sviluppato un certo scetticismo  verso la sopracitata similarità con i videogames. Ho l'impressione, però, che queste stesse persone non aspettino altro che l'uscita nelle sale dell'Indiana Jones di turno ( che peraltro andrò a vedere e che, a quanto pare, sembra gia un cavallo vincente), preferendo, invece, non rischiare in film più strani, per certi versi fuori dagli schemi.

Mi auguro soltanto che Speed Racer non venga ricordato soltanto come il flop dell'anno, ma semplicemente come un buonissimo film ( non un capolavoro, intendiamoci) che meritava una sorte migliore e che spero verrà rivalutato con il passare del tempo. Sono molto curioso di sapere come la pensate. Ciao a tutti.

postato da: lincolox alle ore 11:25 | link | commenti (5)
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sabato, 17 maggio 2008

Ladies and gentlemen, start your engines!

Dopo tanto peregrinare, finalmente approdo anch'io nella famigerata Blogosfera!

Innanzitutto mi presento. Sono Lino e questo è il mio nuovo (primo) blog, Schermi Animati, nel quale tenterò di parlare del mio interesse principale, il cinema. Più nello specifico, il topic centrale del blog sarà il cinema d'animazione, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare negli ultimi anni.

Perchè Schermi Animati? E' semplicissimo. Il cinema d'animazione, grazie allo sviluppo della computer grafica 3D all'inizio degli anni 90 e alla rivalutazione, fin troppo tardiva, almeno sul versante occidentale, dell'arte giapponese (perchè di rivalutazione si tratta, se pensiamo che film come "Nausicaa" e "Akira" sono, rispettivamente, del 1984 e 1988), è il settore cinematografico che ha goduto della maggiore attenzione e visibilità negli utimi anni, qualificandosi come fonte di ispirazione per l'intera industria culturale, dal cinema del vero al settore dei videogames ( guardate "Okami" e ditemi se non sembra, anzi è, un vero e proprio film d'animazione!) per non parlare, poi, degli spot pubblicitari, che sempre più spesso ricorrono alle nuove tecnologie dell'animazione per realizzare e raccontare le loro ministorie. Ecco, la curiosità di comprendere in che modo si "animano"  i nostri schermi e i nostri sguardi, ma anche il desiderio di condividere questa mia passione con chi vorrà o ne sentirà il bisogno, si traduce nella nascita del blog in questione.

Un blog che vorrebbe avere uno spirito semplice ma chiaro: riflettere sul cinema d'animazione (ma anche, inevitabilmente, sugli aspetti in qualche modo legati a questa tematica, per esempio il genere fantasy o i film di ispirazione fumettistica, cosi come sul cinema in generale, qualora lo riterrò interessante) da un punto di vista trasversale, privilegiando non già le notizie e le anteprime dei film più attesi o le recensioni tecniche ed esclusive, ma gli aspetti più intrinseci ed emozionali del fenomeno. Non ho la pretesa di fare la storia del cinema di animazione, ma semplicemente la voglia di confrontarmi, sperando di offrire spunti di riflessione interessanti.

Ok, credo di essermi dilungato abbastanza, mi faccio un auto-imbocca al lupo e vi saluto tutti, dandovi appuntamento sul blog. Ciao!

postato da: lincolox alle ore 09:44 | link | commenti (10)
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